SUGGERIMENTI PER LETTURE ESTIVE
Ebbene si, si ha l’impressione di leggere un libro di fantascienza. Urania o cose del genere. Ciò che è interessante, è che non ci sono risposte definitive, questo lavoro comunica solo parziali verità. Tocca a noi modellare il lavoro che svolgiamo, tocca a noi ricrearlo all’interno di binari che noi stessi provvediamo a collocare. Non a caso la frase più interessante è riferita al ruolo presente e futuro del giornalista. Viene indicato come “narratore multimediale, costruttore di comunità, animatore di reti collaborative, capace di mettere all’occorrenza le mani nel codice di programmazione, possibilmente dotato di spirito imprenditoriale, ETERNO STUDENTE”.
Piacevole, e sconfortante. Ottima lettura per comprendere che il GIR, tutto sommato, ha promosso l’entusiasmo della convergenza e della cross medialità, proprio come il dibattito su ruolo e potenzialità dei nuovi media impone oggi. Ma si è scontrato con una forma invertebrata e obsoleta di pianificazione gestita in base a rigide gerarchie e divisione delle poltrone, senza un solo contenuto che fosse al passo con i tempi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Anche dell’autore, che non è mai stato in redazione a Comano. Leggiamo: “Alla confezione dei prodotti giornalistici per i nuovi media prendono posto occasionali pionieri, service editoriali in outsourcing, drappelli di redattori ripudiati dalle case madri e utilizzati come avamposto per fiutare l’aria che tira”. Insomma il libro racconta ciò che dovremmo essere (e ciò che saranno le altre unità aziendali, con tutta probabilità) e che non saremo mai. Una lettura quasi commovente, per chi considera l’azienda come una priorità e il lavoro di giornalista come una ragione di vita.
Interessante anche l’appendice con link e blog sul dibattito relativo a giornalismo e nuovi media
Sergio Maistrello, insegna giornalismo all’università di Trieste.
